lunedì 5 dicembre 2011

venerdì, 04 novembre 2005
 
L'amico guarda verso di me, non guarda me. Rotea piano il bicchiere pieno a metà di alcol e risate. Passiamo la solita serata di bar e musica e folla. Saluta un tizio, mi guarda annoiato. Abbraccia una tizia, sguardo d'orgoglio. Gli sento dire, facci compagnia. Usciamo, noi, la tizia e altre due. Si muove a suo agio. Altro bar, altra folla. Lo stesso bicchiere. Sgabello di fianco al bancone. Mi presenta quella che serve e mi guarda, senza sorpresa. Ancora bere. Fumare. In attesa.
- C'è un bello schifo in giro stasera. Ti diverti, tu? - Non so che vuole dire. Musica e camicie nuove tutt'intorno. Culi che si fanno guardare. L'amica della tizia parla con me. La tizia siede in braccio all'amico. Altro giro. Lui socchiude un momento gli occhi di cognaq e sonno.
Fuori il vento scuro ci lava la faccia. Lascio andare le ragazze. Lui saluta la tizia. Il vento. Scuro. Passeggiamo, sotto di noi intuisco il mare. - Sono stanco di tutti i casini che metto su -. Quante volte me lo ha detto. Stasera però è diverso. Non ridiamo. Lui non ride. Vomitiamo. Prima io. Cellulare. "siete ancora fuori?" gli dice lei acida di sonno.
A casa il mio di sonno è andato. Gli ho detto, alla prossima! L'amico ha guardato verso di me. Non ha risposto. In attesa dell'alba, leggo quello che già so: "la gente a volte dimentica che un viaggio verso il nulla può anche cominciare con un passo".
a un amico

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